lunedì 23 marzo 2009

Il XV del Sei Nazioni

Questo è il mio personalissimo XV del 6 Nazioni:
15 Delon Armitage: la maglia andrebbe sicuramente a Lee Byrne se non fosse stato frenato dall'infortunio al piede, io la do a Armitage perchè secondo me partita dopo partita dimostra di essere forte.
14 Tommy Bowe: 25 anni, grande fisico, grande velocità, il prototipo del trequarti ala moderno.
13 Brian O'Driscoll: completamente rinato, quando c'è da segnare per dar morale alla squadra lui c'è sempre, o con la meta o addirittura col drop. Ha tutte le carte in regola per rifarsi coi Lions della precedente disavventura neozelandese del 2005.
12 Ricky Flutey: che abbia sangue neozelandese nelle vene lo si vede lontano un miglio, cambio di direzione rapidissimo e abilità innata nel prendere i varchi lasciati liberi dalla difesa.
11 Luke Fitzgerald: il mio giocatore preferito, classe 87, un difensore straordinario e attaccante fortissimo, l'han messo all'ala per farlo crescere perchè il suo ruolo è l'inside center.
10 Stephen Jones: il 10 è sempre un ruolo delicato ed è difficile essere continui nel gioco come lo è Jones, d'altro canto un motivo per cui gioca lui e non Hooke c'è e lo si vede in campo; può sbagliare i piazzati ma come si muove e fa muovere la linea è musica.
9 Tomas O'Leary: la scelta è stata dura perchè nessuno mi ha incantato, potevo dire Philips però dico O'Leary perchè se l'Irlanda è arrivata al grande slam è anche merito suo; regolare ma senza acuti.
8 Sergio Parisse: ho già detto che non mi è piaciuto il suo atteggiamento nell'ultima partita però nelle altre ha dimostrato di essere un uomo solo al comando.
7 Stepeh Ferris: altro giovane interessantissimo, classe 85 ha giocato un ottimo torneo, presente sia in attacco sia in difesa. Ottimo flanker.
6 Imanol Harinordoquy: anche se ha quasi sempre giocato 8,Harinordoquy ha un posto fisso tra le tre terze linee più forti d'europa.
5 Paul O'Connell: giganteggia in rimessa laterale e si comporta da padrone di casa attorno ai raggruppamenti, non gli si può chiedere di essere forte anche al largo, ma è sicuramente una delle due seconde linee più forti.
4 Alun-Wyn Jones: altro esperto della rimesa laterale ma a differenza di O'Connell si trova a proprio agio anche negli spazi più allargati, muovendosi ottimamente nonostante la mole.
3 Adam Jones: la scelta era ardua, secondo me Jones è il giusto compromesso tra la solidità in mischia ordinata e la mobilità in gioco aperto.
2 Dimitri Szarzewski: non ce n'è per nessuno, fortissimo nel gioco aperto, guadagna sempre metri quando prende la palla e le touche le tira a dovere.
1 Gethin Jenkins: a me piace tantissimo, è un ottimo destro anche se son convinto che se Nieto avesse potuto giocare di più avrei scelto lui!

Sei Nazioni:Irlanda è Grande Slam!

Comincio dal conferire il giusto tributo ad una squadra che inseguiva un sogno dal 1948: l'Irlanda è finalmente riuscita a vincere il torneo delle 6 Nazioni con il Grande Slam. Sarà stato anche un torneo non eccelso dal punto di vista dell'agonismo comunque bisogna inchinarsi di fronte a chi in meno di due mesi riesci a vincere 5 partite. Bravi dunque agli irlandesi capaci di imbastire una squadra con la giusta chimica tra gli ever green ritrovati e le nuove leve che hanno contribuito in maniera determinante al successo.
Sabato al Millennium si è vista una squadra che voleva vincere a tutti i costi che ha giocato bene e soprattutto ha retto bene l'urto delle folate gallesi riuscendo sempre a rialzarsi e a colpire di rimessa. O'Gara ci mette del suo e ben risponde ad un infinito Jones. Alla fine è un 17-15 che ben riflette l'andamento del match.
Veniamo a noi; dopo un 50 a 8 in casa non c'è tanto da dire, le mie considerazioni le ho già fatte, ne aggiungo solo una: non è edificante vedere i giocatori più rappresentativi non onorare fino in fondo l'impegno, capisco che sia frustrante perdere sempre però sei un professionista e ti devi rendere conto che voglia o no sei un esempio per chi gioca in fianco a te o ti sta guardando e ha 20 anni; mi riferisco soprattutto ai sottomano di Parisse un po' troppo inflazionati e ai calcetti di uno spento Mauro Bergamasco, sono due grandi giocatori e possono incappare in giornate storte, ma quando la barca affonda bisogna impegnarsi a buttar fuori l'acqua non ad allargare il buco!
In ultimo rivolgo un cenno alla Calcutta Cup che gli inglesi si sono meritatamente ripresi; non era facile perchè la Scozia si è presentata a Londra con uno spirito quasi arrogante, han tenuto duro finchè hanno potuto e se qualche episodio li premiava potevano giocarsela fino alla fine; non è stato così omunque a loro va l'onore delle armi di fronte ad una sempre più convincente Inghilterra.

venerdì 20 marzo 2009

Sei Nazioni: ultimo atto

Domani va in scena l'ultimo atto del torneo delle 6 nazioni; l'edizione di quest'anno è stata un po' sottotono, vuoi per il profondo rinnovamento a cui sono andate in contro squadre come Francia e Inghilterra vuoi perchè le franchigie europee hanno faticato più del dovuto ad adattarsi alle innovazioni reolamentari del nostro sport degli ultimi anni, cosa che invece non è accaduta alle squadre dell'emisfero sud che, pur dovendo far fronte ad una emorragia di giocatori verso il vecchio continente, sfoderano talento e capacità di adattamento a spron battuto.
Per quello che ci riguarda è stato sicuramente uno dei tornei più negativi degli ultimi anni, una meta e solo 41 punti segnati in quattro partite, e una palese difficoltà nel costruire un gioco che potesse mettere in difficoltà i nostri avversari. Domani è un bel banco di prova perchè al Flaminio arriva una Francia capace di alternare ottime prove come quella contro il Galles a debacle colassali come quella di Twickenhan; sarà sicuramante dura però è una buona occasione per provare a vincere contro questa Francia. La mia previsione resta Francia di 5.
Il match tra Inghilterra e Scozia assume significato solo se si pensa alla Calcutta Cup, uno dei più antichi trofei del rugby; la coppa viene assegnata ogni anno dal 1878 e gli inglesi faranno di tutto per riprendersela visto che l'ultimo vincitore sono stati proprio gli scozzesi che l'anno scorso hanno vinto 15-9. Inghilterra di 15 è la mia previsione.
L'ultimo match invece è quello più importante, a Cardiff si decide il torneo; gli irlandesi lottano per la storia e per quel Grand Slam lontano dal 1948 e i gallesi per ribaltare il pronostico e vincere nuovamente il 6 nazioni. Tutti i bookmakers, compresi quelli irlandesi danno il Galles favorito, io dico Irlanda di 5.
In ultimo vorrei aggiungere il link per votare il miglior giocatore del torneo, http://www.rbs6nations.com/it/fanspoll.php io penso che il titolo debba andare a Sergio Parisse, non perchè è italiano bensì perchè ha dimostrato di essere uno straordinario giocatore, in grado da solo o quasi di tenere alto il nome della nostra nazionale e dimostrando in campo di essere un vero ambasciatore del nostro sport

lunedì 16 marzo 2009

Sei Nazioni: quarta giornata

La sconfitta per 20 a 15 non può certo soddisfarci però se non altro sabato abbiamo dimostrato di avere un po' di orgoglio. Ancorati alla solita solida rimessa laterale e registrata finalmente la mischia ordinata con la non casuale presenza di Nieto abbiamo cercato di approffittare di uno svogliato Galles che sicuramente ha sottovalutato l'impegno e che gioca la sua peggior partita degli ultimi due anni; nonostante questo i dragoni riescono ad imbastire tre azioni degne di nota da cui scaturiscono le due mete che alla fine han fatto la differenza. Come al solito restiamo all'asciutto di mete ed è chiaro che questo è un notevole campanello d'allarme si è visto però un po' di luce con qualche giocata ispirata da un immenso Sergio Parisse, autentico capitano leading by example di questa nazionale. La prossima settimana ci aspetta la Francia a Roma, dobbiamo cercare di imbastire un qualche piano di gioco perchè qualche possibilità di cancellare lo zero dal computo dei punti del torneo ce l'abbiamo.
L'Irlanda è ormai una certezza, non è una super squadra, ma ha talento ben distribuito e gioca meglio di una Scozia che tenta di sopperire con l'orgoglio ad una evidente differenza tecnica e come se non bastasse ci si mette pure Peter Stringer ad inanellare grandi giocate. Ora li aspetta il Galles al Millenium per coronare il sogno di vincere il 6 nazioni con il grande slam.
Termino con un'altra rinascita, quella dell'Inghilterra che a Londra annichilisce una spenta Francia. Inglesi in meta dopo 1 minuto e non si fermano fino alla fine, si concedono solo una pausa al 60esimo per dar modo ai francesi di segnare due mete. Una bella partita comunque.

sabato 14 marzo 2009

Sei Nazioni: ultima spiaggia

Ieri sera mi son guardato la partita dell'under 20 tra Italia e Galles, tra i tanti aspetti negativi (tra i quali l'arbitraggio del secondo tempo che ci punisce ben oltre i nostri tanti demeriti) si è anche visto qualcosa di positivo: il fighting spirit che la nazionale maggiore ha smarrito, un buon numero 10, tal Iannone e una rimessa laterale che funziona. I demeriti son quelli che ereditiamo dai più grandi, poca attenzione sulle scelte di gioco, anche per merito di un solido Galles, e tanti tanti falli, tre cartellini gialli sono troppi.
Dopo questo preambolo veniamo alla partita del pomeriggio; aspettative di vittoria ne abbiamo gran poche, pensare di fare una prestazione in controtendenza con le ultime partite è fantarugby, quello che ci rimane è sperare di prenderne il meno possibile da un Galles che sbarca a Roma con la voglia di riscatto e con la convinzione di essere più forte. Galles di 20 è la mia previsione.
Nella altre partite l'Irlanda va a giocarsi a Edimburgo la possibilità di continuare a sognare quel grandslam che non arriva da 61 anni, non sarà facile e la partita sarà in grande equilibrio. Scozia di 5 è la mia previsione.
Domenica va di scena a Twickenhanm la sfida che è stata regina delle sfide a livello europeo per tanti anni, ora ha perso un po' di smalto ma sarà pur sempre una grande battaglia e a gettare benzina sul fuoco è certamente la grande rivalità tra le due formazioni. Francia di 10 è la mia previsione.

lunedì 9 marzo 2009

Walter Bonatti - I miei ricordi


Grazie a questo libro ho imparato a conoscere ed apprezzare l'uomo Walter Bonatti. L'autore ripercorre in questa pubblicazione tutte le tappe che lo hanno visto impegnarsi con ostinazione e forza d'animo in una interminabile battaglia per far trionfare la verità.
Tutto nasce nel 1954, anno in cui una spedizione italiana conquista il K2: quello che tutti sanno di quell'impresa è che in cima ci arrivarono Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, quello che tanti non sanno è che quel gesto eroico cela una storia poco edificante in pieno stile italiano.
L'autore nei suoi ricordi e in altri libri si prefigge l'obiettivo di rivisitare il menzoniero e lacunoso racconto ufficiale del capo spedizione Ardito Desio e di far venire a galla la verità e non lo fa per se stesso, visto che un tribunale lo ha già riabilitato nel 1967, ma per tutti quelli che vogliono o vorranno sapere la vera storia della conquista del K2.
Walter Bonatti oltre ad essere un grande uomo è stato uno straordinario alpinista, capace di portare a termine imprese eroiche come la prima in solitaria, in inverno della nord del Cervino, o come la Grandes Jorasses in invernale e capace di sopravvivere a grandi tragedie come quella che ha colpito 4 mebri di due cordate al Pilone Centrale del Freney; quando decise di smettere con l'alpinismo compì starordinari viaggi-avventura in terre per lo più inesplorate a testimonianza del suo amore per la natura più selvaggia.
Vi invito a leggere questo libro primo per conoscere un uomo che fa della lealtà un punto d'onore e poi per apprezzare uno dei più grandi alpinisti e avventurieri del mondo.

lunedì 2 marzo 2009

Sei Nazioni: terza giornata

Senza essere troppo fatalisti possiamo tranquillamente dire che il Sei Nazioni dell'Italia finora è stato un disastro, un disastro peraltro tristemente preannunciato dal sottoscritto appena dopo aver visto l'esito dei test dello scorso novembre.
Senza voler dare la croce addosso a nessuno e con poche pretese cerco di fare un checkup della nostra nazionale. Comincio dalla mischia, un tempo il nostro punto di forza, ora invece uno dei tanti punti deboli, prendiamo una marea di calci contro, secondo me soprattutto perchè giochiamo sempre con gli stessi effettivi (Perugini e Castro in primis) e gli avversari ci hanno preso le misure.
Gioco aperto: non esiste un piano di gioco, fino all'anno scorso mascheravamo bene le nostre lacune appendendoci alle rolling maul, quest'anno le regole son cambiate e come al solito siamo gli ultimi a saperci adattare. Il super 14, il campionato che tra i primi beneficia delle nuove regole e a cui bisognerebbe sempre buttare un occhio per carpire qualche piano di gioco, ci avrebbe dovuto insegnare che insistere sull'asse di una penetrazione profonda o il pick and go sono degli ottimi viatici per mettere in difficoltà le difese e colpirle poi con il gioco al largo. Certo per fare ciò bisogna anche avere gli uomini giusti e non solo Parisse.
Trequarti, un disastro, totalmente incapaci di leggere le situazioni, in tre partite abbiamo aperto una palla e concesso 60 metri di intercetto a Bowe; mai una giocata con l'ala chiusa, Pratichetti fa la muffa dalla chiusa e l'unica nota positiva sono gli esordi di Bacchetti e Rubini, speriamo di rivederli.
Gli altri: la Scozia fa diligentemente il suo compito, come spesso le accade, sanno giocare e zitti zitti ci cacciano trenta punti.
La Francia dimostra di essere la squadra del futuro (Parra 88, Trinh-Duc 86, Medard 86, Bastareaud 88 e 110 kg di centro e altri) in casa non mollano mai e approfittano di un Galles un po' troppo falloso soprattutto dentro i 22 avversari.
L'Irlanda piega l'Inghilterra ben più nettamente di quanto dica il misero punto di scarto; i verdi vincono e convincono anche senza O'Gara in evidente serata negativa e sfruttano le pecche degli inglesi che tentano di mascherare dietro il vittimismo la loro poca disciplina.
Mancano ancora due partite ma per noi è notte fonda, per gli altri invece tutti i giochi restano aperti.