mercoledì 30 giugno 2010

Rugby break (XLVI) - Sud Africa -Italia

E venne il giorno del secondo test con gli Springbocks a East London.
Dopo 40 secondi di partita si capisce perfettamente cosa voglia dire per noi Sergio Parisse, tocca tre volte la palla e facciamo 40 metri.
Al quinto apre lo score dell'incontro il solito Mornè Steyn dalla piazzola; 2 minuti più tardi ottima percussione di Masi che costringe al fallo i padroni di casa e Mirco ci porta in parità.
Al dodicesimo meta scritta degli Springbocks: attaccano con la mischia ma noi li contrastiamo bene poi però loro aprono al largo e non c'è più nessuno che fermi Mornè Steyn che schiaccia in meta.
A differenza di altre partite noi ce la giochiamo bene, non cediamo mentalmente e li costringiamo anche al fallo che Mirco punisce col piazzato del 10 a 6.
Al ventesimo loro pigiano decisamente sull'acceleratore e noi siamo comprensibilmente in difficoltà però ci impegnamo moltissimo e concediamo solo il piazzato del 13 a 6.
Al 31esimo arriva la loro seconda meta: prosegue il monologo di Steyn che segna la sua seconda meta di giornata ma è encomiabile il nostro sforzo difensivo.
E' la volta della meta di Spies a due minuti dalla fine del primo tempo dopo il buco di Bekker che evidenzia bene il nostro sottonumero al largo.
Al 50esimo rischiamo forte il cartellino giallo ma d'altronde questo possiamo fare, difendere al limite. Purtroppo niente possiamo fare sulla meta di Du Plessis per il 34 a 6 per i Sudafricani.
Stiamo andando verso l'ultimo quarto della partita e cominciamo un po' a scricchiolare in difesa anche se loro devono faticare e non poco per segnare ancora con Habana prima e poi con Van der Merwe.
Al 65esimo c'è soddisfazione per noi e per Sepe che, sul grabber di Gower, segna la meta che premia i nostri sforzi, ed è 48 a 11.
C'è ancora tempo per la settima meta degli Springbocks, la segna BJ Botha ed è 55 a 11 finale.
Se uno vedesse solo il tabellino finale è chiaro che rimarrebbe impressionato dalle 7 mete subite, però stavolta l'Italia ha fatto tutto ciò che era in suo possesso per non cedere di schianto ad un avversario molto più forte e che non ha mai mollato un centimetro per tutti gli ottanta minuti. Finalmente abbiamo fatto giocare Derbyshire che secondo me merita e ho visto bene anche Sepe, per il resto mi hanno impressionato in positivo Del Fava e Perugini che si è fatto 80 minuti prima a sinistra e poi a destra senza mai mollare un millimetro. Loro han giocato da Springbocks che si preparano al Tri Nations e sono sicurmante la squadra da battere in virtù di una solidità invidiabile nelle fasi statiche e della fisicità nel gioco manovrato, staremo a vedere perchè il 10 luglio c'è subito All Blacks-Springbocks

lunedì 28 giugno 2010

Rugby break (XLV) - Australia-Irlanda

A Brisbane è andato in scena uno dei test match più attesi, quello fra Australia e Irlanda.
Il buon inizio irlandese è convertito in punti dal piede di Sexton che, al secondo minuto, porta già avanti i suoi; non passano neanche 2 minuti che Giteau prova a sfruttare la sua di occasione ma sbaglia ancora dopo l'inopinato errore di Perth della settimana scorsa.
Non sbaglia invece Sexton che al decimo centra i pali per il 6 a 0.
L'Australia opta per il cambio di calciatore e Cooper non tradisce la fiducia centrando i pali con un ottimo calcio, siamo al minuto 13 ed è 6 a 3.
La partita scivola via tranquilla fino all'ingenuità irish del minuto 18: gran furto di Burgees su una 8-9-15 verde e per lui è la prima meta in maglia aussie e per i suoi è il primo vantaggio 8 a 6.
Sexton non sbaglia niente dalla piazzola e al 22esimo riporta avanti i suoi per 9 a 8
Alla mezzora monta in cattedra la difesa irlandese e successivamente anche l'attacco con il gran buco di BOD che fa guadagnare il calcio che Sexton non sbaglia, 12 a 8.
Al minuto 34 si registra ancora l'ennesima arrembante difesa degli ospiti peccato però per un fuorigioco che Cooper punisce col piazzato del 12 a 11.
Lawrence si impunta un po' sui fuorigiochi australiani davanti al calciatore e Sexton riallunga il gap tra le due squadre con l'ennesimo piazzato andato a buon fine.
Sembra che il primo tempo possa scivolare via sul vantaggio irlandese ma tutto ad un tratto la magia di Cooper cambia il risultato: il 10 Reds buca la pigra difesa, cambio di passo su una mattonella per mandare al bar Kearney e meta del 16 a 15.
Dopo 10 minuti di secondo tempo non ci si annoia ma la partita è senza acuti, solo al minuto 52 si assiste ad una fiammata aussie che fa guadagnare loro il calcio che Giteau non sbaglia, 19 a 15.
Ancora grandi attacchi australiani ma la difesa irlandese concede poco e niente, solo un calcio al 60esimo che di nuovo Giteau non sbaglia.
Negli ultimi 10 minuti ci provano anche gli ospiti ma manca loro sempre un quid per finalizzare adeguatamente e si arriva così alla fine col risultato che premia i padroni di casa per 22 a 15.
La partita è stata veramente gradevole complice anche la presenza di due squadre che non fanno mai mancare l'impegno, certo il furto di Burgees l'ha un po' rotta però può capitare. Per quello che riguarda l'Australia mi sembra una squadra in divenire, hanno questa forte debolezza in chiusa compensata però dal mostruoso talento fuori. L'Irlanda è sempre la stessa, ottima difesa e cuore, manca loro sempre un qualcosa per giocarsela definitivamente con quelli dell'emisfero sud

Rugby break (XLIV) - AllBlacks-Galles

Secondo test tra le due formazioni e ultimo per gli All Blacks prima del Tri Nations.
A Hamilton apre lo score, dopo 3 minuti, il solito gran calcio di Halfpenny dalla distanza; il Galles gioca bene con la palla in mano mentre in difesa a tratti è veramente poco efficace; Neozelandesi che raggiungono il pareggio al 15esimo grazie al piazzato di Carter che segue un gran buco di Kahui.
Al 25esimo gli All Blacks pigiano forte sull'acceleratore: 16 fasi col pick and go e la miniunit, due sventagliate e meta di Cory JAne per il 10 a 3; si arriva alla mezzora con i padroni di casa in controllo ma senza eccessi e gli ospiti che ci provano con più convinzione anche in virtù della supremazia in chiusa.
Negli ultimi tre minuti si registrano due occasioni per il piede di Carter: la prima grazie ad un'ottima cassaforte nera che i Gallesi difendono prima come possono e poi col fallo e la seconda dopo il sacrosanto giallo a Byrne per un inutile spear tackle; il mediano dei Crusaders centrerà i pali solo al secondo tentativo per il 13 a 3 del finale di tempo.
L'inizio del secondo tempo è di marca neozelandese, dragoni in difficoltà e devono concedere a Carter il calcio del 16 a 3 prima e, 5 minuti dopo, quello del 19 a 3, in mezzo si registrano solo le difficoltà degli All Blacks in chiusa ma Halfpenny rimane corto sul calcio da metà campo.
Altro calcio di Carter al 54esimo a punire l'indisciplina gallese mentre la partita comincia ad imbruttirsi a causa dei molti errori di ball handling di ambedue le squadre.
Al 70esimo la microscossa la da l'arbitro che, un po' frettolosamente, distribuisce due gialli, uno per parte; due minuti più tardi il Galles si sveglia un po' e inaugura con Roberts dieci minuti di attacco furioso alla ricerca della segnatura pesante; alla prima occasione però l'inside center dei dragoni viene tenuto alto, poco dopo ci prova Davies ma è un po' troppo egoista e viene fermato anche lui; al 78esimo invece, finalmente, il Galles buca la difesa e segna la meritata meta con Roberts.
Sembra finita e invece c'è ancora spazio per la meta dei padroni di casa con Cruden che fa tutto da solo e sfrutta la complicità di Byrne per segnare la sua prima meta coi tutti neri e che sancisce anche il risultato finale, 29 a 10.
Non è stata certo una partita da ricordare, soprattutto nel secondo tempo. Neozelandesi col freno a mano tirato, non rischiano niente ma neanche infieriscono su un Galles che mette a nudo le debolezze in chiusa degli avversari e che fa quello che può ottenendo il massimo ottenibile.
Dalla squadra del Tri Nations, Henry lascia fuori Mc Allister e Gear visti bene coi Maori, Tialata, Thomson e Guilford, mentre gli altri sono quelli che abbiamo visto in questi tre test più Messam capitano dei Maori vittoriosi con gli Inglesi.

domenica 27 giugno 2010

John Le Carrè - Amici assoluti


Avevo un po' messo nel dimenticatoio questa sezione del mio blog, un po' per tempo un po' perchè c'è tanto rugby di cui scrivere, oggi la riprendo.
Ho ripreso in mano, dopo secoli dal primo, un libro di John Le Carrè, il primo è stato lo straordinario La spia che venne dal freddo, nelle settimane passate ho scelto Amici assoluti.
E' la storia di un'amicizia che ha legato indissolubilmente ad un unico destino due persone apparentemente diverse come Ted Mundy, figlio di un maggiore dell'esercito britannico in India, e Sasha, visionario leader studentesco.
La storia ha il suo incipit nel 1969 in piena guerra fredda e si protrae fino alla fine della seconda guerra iraquena passando attraverso storie di spionaggio apparentemente parallele ma che improvvisamente si intersecano fino all'epilogo finale.
Il libro è accattivante e ricco di colpi di scena che rendono incalzante il ritmo narrativo; l'unica pecca è forse il flashback iniziale un po' lungo ma che, bisogna dare atto all'autore, serve a costruire bene le fondamenta della storia

giovedì 24 giugno 2010

Rugby break (XLIII) - AllBlacks-Galles e Australia-Inghilterra

A tastare il polso della forma dei Neozelandesi sabato 19 è arrivato il Galles.
Dragoni ottimamente in partita e avanti nel punteggio nel primo quarto d'ora grazie al drop di Jones e al solito mostruoso calcio di Halfpenny. Carter accorcia poco dopo con un ottimo penalty.
La prima seria incursione AllBlacks nel territorio avversario la si registra al minuto 18 e si concluderà con la meta di Mealamu ed è bissata alla mezzora da quella di Cory Jane.
Stephen Jones riavvicina i suoi col calcio del 15 a 9 che sarà anche il risultato finale del primo tempo.
Il secondo tempo si rivelerà essere un monologo nero grazie al piede e a 2 mete di Carter e alla meta di Kahui e sarà 42 a 9 finale.
C'è poco da dire, il Galles ha dominato il possesso e il territorio nel primo tempo ma ha subito la concretezza dei Neozelandesi che con poco sforzo han segnato due mete; nel secondo tempo non c'è stata storia, per carità ottime le mete di Carter e Kahui, ma difesa gallese decisamente da rivedere.

Un brevissimo cenno, visto che parliamo di Nuova Zelanda, anche all'esito finale della Junior World Cup: in Argentina i giovani AllBlacks hanno dominato in finale l'Australia per 62 a 17. Onestamente son rimasto impressionato dalle abilità dei tuttineri capitanati da un fantastico numero 10 Bleyendaal (tra l'altro anche capitano) e dalle individualità di gente come Veainu (3 mete per lui). Non si può certo dire che questi ragazzi non abbiano futuro!

La partita più emozionante è andata in scena a Sydney dove gli Inglesi cercavano di portare a casa la prima vittoria in terra Australiana in 7 anni.
La partita è stata combattuta sin dall'inizio e lo score lo apre il penalty di Flood al secondo minuto; in 10 minuti poi Giteau ribalta il risultato con due calci ed è 6 a 3 al quarto d'ora.
Al minuto 16 la chicca di Youngs: touch bianca, finta del mediano Harlequins che accelera lungo l'out, si beve Mitchell e plana in mezzo ai pali.
Tre minuti dopo è la volta di un'ottima combinazione dei tre quarti Aussie (forse viziata da un velo) che libera Ioane che non deve far altro che fissare Foden e passare all'interno per Giteau che segna la meta che vale il 13 a 10.
Al minuto 26 è la volta di Ashton che riceve un inside pass, rompe due placcaggi e vola in meta e riporta in vantaggio i suoi per 15 a 13, risultato che si manterrà tale fino alla fine del primo tempo.
Non passano neanche tre minuti dall'inizio del secondo tempo e sono di nuovo i trequarti di casa ad incantare: ottime mani per liberare Giteau ed è 20 a 15.
Solita sofferenza in chiusa per gli Australiani che costa loro il penalty del 20 a 18 prima e del sorpasso inglese con Wilkinson poi.
Giteau ha poi tre occasioni per riportare in avanti i suoi ma le sbaglia tutte compresa quella davanti ai pali a 10 dalla fine. Sbaglia anche Wilkinson al 79esimo ma ormai è fatta per lui e i suoi compagni.
E finalmente gli Inglesi vincono una partita, soffrendo ma meritando; questa volta, rispetto al primo test han fatto qualcosina di più oltre che a dominare in chiusa. Australiani non male, buone cose sui trequarti e cronica difficoltà in mischia che costa loro tanti punti, ci si mette poi anche Giteau a sbagliare un calcio in mezzo ai pali e arriva la sconfitta.

Rugby break (XLIII) - Springbocks-Italia e Argentina-Scozia

E venne il giorno dell'Italia: primo test con gli Springbocks reduci dalla grandissima prestazione contro i Francesi e con pochi cambi; Italia con le solite facce note e con la speranza che gli avversari sottovalutino un po' l'impegno.
Al minuto 13 siamo proprio noi ad aprire le marcature col piazzato di Mirco dopo aver giocato bene sia in difesa che col gioco tattico. Non passa tantissimo, un'azione, e Mornè Steyn riporta in parità la partita.
Al 18esimo arriva la prima meta dei padroni di casa: buona sventagliata al largo, palla a Kirchner che supera il pari numero della nostra difesa col grabber che innesca il turbo di Habanma; 10 a 7.
La seconda meta sudafricana arriva alla mezzora, noi arginiamo male una rolling maul da cui si stacca Francois Louw che va a segnare.
Prima della fine del primo tempo c'è spazio anche per la buona meta di Steyn, ma troppo ingenua la nostra difesa che si fa assorbire in massa nei punti d'incontro e sbaglia anche un placcaggio con Robertson. 22 a 3 all'intervallo.
Al minuto 48 segnano ancora gli Springbocks nonostante la buona difesa italiana che deve capitolare di fronte alle accelerazioni dei più quotati avversari.
L'episodio che ci innesca un po' è il giallo a Butch James che non perde mai il vizio ci cacciare placcaggi pericolosi e dopo 10 minuti riusciamo a segnare la nostra meta con il rientrante Parisse che deve solo finalizzare un gran buco di Tebaldi da touch.
Tocca a Mirco accorciare il divario al minuto 68 col piazzato del 29 a 13.
Nei minuti finali riusciamo a sprecare una meta fatta con una fucilata inutile di Picone per Gower praticamente già in meta.
Fosse entrata anche la meta dell'ultimo minuto saremmo qui a parlare di un ottimo risultato e anche meritato, non è entrata e possiamo solo parlare di una prestazione discreta nonostante le grandi sofferenze in chiusa (Castro uscito praticamente subito); le note positive sono senz'altro il ritorno ai Sergio Parisse e la buona prestazione di Tebaldi, per il resto abbiamo sfruttato la poca predisposizione (leggi voglia) dei nostri avversari che hanno dato sfoggio delle loro abilità in pochissime occasioni.

Sabato 19 era anche il giorno della rivincita di Argentina Scoazia. A Mar del Plata sotto il diluvio universale la Scozia è già avanti al minuto 2 con la meta di Hamilton che sorprende la difesa Pumas ai lati di un raggruppamento.
Per vedere l'Argentina passare la metà campo bisogna aspettare quasi un quarto d'ora e Contepomi apre lo score per la sua squadra col piazzato del 7 a 3. Intorno al 20esimo è ancora l'apertura argentina ad accorciare le distanze con il secondo piazzato.
La Scozia ricomincia a giocare e sfrutta l'indisciplina Pumas prima per mettere dentro altri 3 punti con Parks e poi per giocarsi la superiorità numerica in virtù del giallo a Roncero.
Il secondo tempo è molto noioso complice anche il diluvio universale e si registrano solo i due calci, uno per parte, che fissano il risultato sul 13 a 9 finale.
La Scozia vince così la serie in Argentina e non è cosa da poco; gli uomini di Robinson han decisamente meritato giocando senza paura e ben arginando i pochi attacchi Pumas. I padroni di casa mi son sembrati un po' appannati e, a parte i minuti iniziali del primo test, si son rivelati troppo indisciplinati; staremo a vedere cosa combineranno coi Francesi.

domenica 20 giugno 2010

Rugby break (XLII) - Marmellotti a un metro dalla leggenda

Sabato 19 è Marmellotti's day ad Annone, prima uscita della squadra di touch rugby ad invito più famosa del Basso Piave.
La giornata comincia un po' sottotono, squadra non proprio col morale a mille viste le molte defezioni ma non appena si comincia a giocare il gruppo acquista fiducia e rompe bene il ghiaccio vincendo agevolmente la prima partita del girone eliminatorio.
Allo sparuto gruppo iniziale si aggiunge anche Zeno ed è proprio lui che risolve la seconda partita con la meta che ci da la vittoria in rimonta.
Si arriva così alla pausa per il pranzo coi Marmellotti al comando nel girone con due punti di bonus presi su due partite; al gruppo si aggiungono anche il grande Carlotto che si rivelerà preziosissimo nel pomeriggio assumendo il ruolo di coach e Massimo Unlucky che aggiungerà fisicità al nostro gioco difensivo.
Dopo aver opportunamente digerito siamo di nuovo in campo per la terza sfida del girone che si rivelerà essere una partita tiratissima al punto che ce l'aggiudichiamo solo col punteggio di 2 a 0. L'ultima partita delle eliminatorie è quella che ci vede opposti al Frassinelle e i Marmellotti riescono ancora una volta a dare il proprio meglio e ad aggiudicarsi partita e titolo del girone che vale l'accesso ai quarti di finale.
Il destino ci riserva il derby con lo Jesolo e la partita non poteva che correre sul filo dell'incertezza come è giusto che sia un derby; ce l'aggiudichiamo giocando, ancora una volta, una partita accorta in difesa e sfruttando bene le occasioni in attacco e voliamo in semifinale col morale a mille. E sarà di nuovo derby perchè ci aspetta la squadra dei giovani del San Donà capitanati dall'esperienza di Diego Bressan, sarà una partita epica che entrerà negli annali della storia dei Marmellotti.
Nel primo tempo andiamo sotto di una meta ma ci crediamo perchè non facciamo troppi sbagli e nel secondo tempo riusciamo subito a raddrizzare la partita con l'invenzione di Giacomo Fedrigo che mi regala la meta del pareggio; a un minuto della fine confenzioniamo un'azione da manuale e riusciamo a liberare il corridoio per il Tella che solissimo schiaccia la palla ahinoi un metro prima della meta.
Nonostante l'errore non ci perdiamo di morale, andiamo ai supplementari convinti dei nostri mezzi e difendiamo superbamente. Dopo il primo minuto supplementare finito in parità si va ad oltranza in 4 contro 4, diamo tutto, perdiamo anche Giacomo per crampi e ci dobbiamo inchinare solo alla maggior frescezza dei nostri avversari.
Non ci son parole per descrivere le emozioni della giornata, un grande gruppo (Mauro, Corra, Mario, Tella, Ricky, Zeno, Pirellone, Carlotto, Giacomo, Unlucky, il sottoscritto, e perchè no Max, Gigio, Beppe, il Bonvi e tutte le girls al seguito) che riesce, nonostante le difficoltà, gli acciacchi, gli infortuni, a giocare dell'ottimo touch rugby e a divertirsi in campo e fuori.
Riservo le ultime parole di questo post ad una grande persona Alberto "Jack" Giacomini che, assieme al suo gruppo, è riuscito ad organizzare un fantastico torneo con ben 30 squadre che, è bene non dimenticarlo, ha come scopo primario quello di raccogliere fondi per chi come l'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie) si prodiga per aiutare chi è meno fortunato di noi.

venerdì 18 giugno 2010

Rugby break (XLI) - Sudafrica-Francia e Argentina-Scozia

Era sicuramente la partita più attesa, quella che poteva forse interrompere il dominio prepotente delle corazzate dell'emisfero sud e invece dopo poco più di 10 minuti è già 17 a 0 per gli Springbocks grazie alle mete di Spies e Aplon e al piede di Steyn.
La Francia ci prova anche ma è evidente la difficoltà a reggere il ritmo e la fisicità dei Sudafricani.
Alla mezzora arrivano i primi punti dei galletti grazie alla meta di Rougerie che finalizza una bella azione di Mermoz e Bonnaire; Parra poi avvicina ulteriormente i suoi ma passa pochissimo prima che Steenkamp si tuffi in meta per i padroni di casa.
Il finale di tempo è tutto di marca transalpina ma l'onda d'urto blu si ferma a 5 metri dall'area di meta avversaria laddove i Francesi scelgono di piazzare.
Alla ripresa del gioco è ancora il piede di Steyn a rimarcare il divario tra le due compagini e le speranze francesi vengono definitivamente annichilite dalla volata di 80m di Aplon.
Nel finale arrivano due ulteriori segnature, una per parte: quella di Louw, veramente forte questo flanker, e quella di Andreau che fissano il risultato su un eloquente 42 a 17.
Non ce n'è, il Sudafrica è la squadra più concreta che ci sia in circolazione, ottime individualità, superba e fisica difesa e poi quando c'è da segnare segnano; la Francia ha ciccato l'occasione, forse se gliene si presentava un'altra sarebbe andata meglio ma con i se e i ma si fa poco, resta una prestazione di palese impotenza di fronte ad un avversario più forte.

Un breve cenno anche alla partita di Tucuman dove la Scozia ha confermato tutto i suoi progressi vincendo in trasferta contro l'Argentina grazie al piede di Parks che con 6 piazzati e due drop ha guidato i suoi prima alla rimonta delle mete iniziali dei Pumas di Tiesi e Leguizamon e poi al sorpasso ultimato con il 24 a 16 finale

mercoledì 16 giugno 2010

Rugby break (XLI) - Australia-Inghilterra

A Perth l'Australia riceve l'Inghilterra e dall'inizio impone la propria legge fatta di ottimo e proficuo possesso.
Il piazzatore designato per gli Aussie è O'Connor ed è proprio lui che sbaglia il primo calcio al nono minuto; 6 minuti più tardi finalmente Australiani in meta con Elson al termine di un autentico dominio fatto di ottime sventagliate al largo e inaugurato dal gran buco di Mitchell.
La prima occasione per gli Inglesi è al 25esimo ma Flood sbaglia il piazzato.
Alla mezzora monta in cattedra Burgess, è lui che fa la differenza nell'azione che porta in meta Copper; prima del finire del tempo gli Inglesi arrivano anche a 5 metri dall'area di meta avversaria ma l'Australia resiste complice una superba difesa.
Lo score del secondo tempo è aperto dal piede di Flood.
Al minuto 50 profondo attacco di Ashton che mette in difficoltà gli Aussie e dalle successive mischie ordinate si arriva alla penalty try che riporta in partita il XV della rosa.
Al 58 è Cooper che incanta: passaggio per Ioane per saltare l'arrembante difesa, sostegno interno e meta del 21 a 10.
Australiani avanti nel punteggio ma soffrono terribilmente in mischia ordinata al punto che Owens deve prima dare un giallo al pilone Ma'afu e poi concedere la seconda meta tecnica, ed è 21 a 17.
Sarà O'Connor nei successivi 8 minuti a mettere in salvo il risultato con due piazzati che sanciscono il 27 a 17 finale.
L'Asutralia mi è piaciuta, Deans ha avuto coraggio e ha schierato O'Connor (1990 all'anagrafe!!!), Rob Horne (1989) e Quade Cooper (1988) ed è stato ripagato ed è stato ripagato anche dalla grande prestazione di Luke Burgess (1987); gli unici problemi son venuti dalla mischia ordinata che è costata ben due mete tecniche.
Inghilterra tanto forte in mischia quanto inconsistente nelle altre fasi del gioco, Flood è sembrato sottotono, Hape al primo cap credo non abbia toccato palla quando forse era da coinvolgere data la differenza fisica con Barnes che aveva davanti e tanti giocatori forse un po' logori da una stagione comunque lunga come è quella della Guinness, dell'Heineken e del Six Nations

lunedì 14 giugno 2010

Rugby break (XL) - AllBlacks-Irlanda

Sabato 12 giungo denso di test match nell'emisfero sud. A Taranaki arrivava l'Irlanda, ambiziosa più che mai complice il non felicissimo momento del rugby neozelandese e le tante facce nuove mandate in campo da Henry
All'inizio la partita conferma le attese e l'equilibrio viene rotto solo all'ottavo dal calcio di Carter. Al minuto 12 brutta palla persa dall'attacco verde, Conrad Smith (grande prestazione la sua) recupera palla, si invola, calcia a seguire un pallone maligno su cui Kearney è incerto, e schiaccia in meta.
Al minuto 15 il fattaccio che cambia gli equilibri della partita: Heaslip tira due ginocchiate in una ruck sotto gli occhi dell'arbitro e viene giustamente cacciato da Barnes.
Gli Irlandesi in 14 sono commoventi ma è marea nera al 21esimo quando Read segna la sua prima meta in test ufficiali.
Altro episodio imbarazzante per gli Irish: assurda trattenuta di O'Gara su James lanciato e giallo per lui e ulteriore difficoltà per i suoi che 5 minuti dopo devono subire la meta di forza di Franks.
Al minuto 30 gran buco di Dagg (88 il ragazzo) e superbo passaggio all'interno per Cowan che schiaccia in mezzo ai pali e raddoppierà pochi minuti dopo per il 38 a 0 che diventerà 38 a 7 grazie alla meta di Dan Tuohy che gratifica l'orgoliosa reazione dei suoi compagni.
Giocare in 14 contro 15 contro gli AllBlacks è disarmante, gli Irlandesi ci provano anche ma quando comincia a scarseggiare l'ossigeno subiscono il contropiede di Cory James che libera Smith.
Al minuto 50 entra Whitelock, 21 anni all'esordio, e due minuti dopo trova anche la soddisfazione della segnatura.
Al 57esimo è il grande cuore di Brian O'Driscoll a portarlo in meta e a dare qualche barlume di soddisfazione ai suoi; tre minuti dopo Bowe prende un po' nel sonno i tuttineri e segna un'altra meta.
Entra anche Cruden (89 all'anagrafe) e gioca anche bene, da lui parte l'azione che si concluderà con il calcio di punizione giocato veloce per Tialata e la meta del gigantesco pilone Hurricanes.
Prima del finale c'è spazio per la meta di Darcy e per la seconda di giornata di Whitelock, ed è 66 a 28 finale.
C'è poco da dire per quello che riguarda gli Irlandesi, encomiabile lo sforzo di O'Driscoll e compagni ma troppo gravi le sciocchezze di Heaslip e O'gara. I Neozelandesi mi son abbastanza piaciuti, grande Conrad Smith, superbo Dagg all'esordio (questo ragazzo non può che essere il futuro 15 perchè ha tutto, gambe, fisico, mani, piede), ritrovato Rokocoko, a cui è mancata solo la meta, e bene i due Franks davanti, certo è che l'avversario in 14 non è un test veritiero.

sabato 5 giugno 2010

Rugby break (XXXIX) - Saturday's finals III

Eccomi finalmente giunto all'ultimo episodio del trittico delle finali del 29 maggio, quello che riguarda la Guinness Premiership.
Era la finale più attesa e non ha deluso, Leicester e Saracens hanno dato vita ad una partita bella e combattuta fino all'ultimo minuto.
Al minuto 2 i Londinesi sono già avanti nel punteggio grazie al piazzato di Jackson per il crollo in chiusa di Ayerza, ma Leicester riacciuffa subuto la parità grazie al gran calcio di Flood.
Al nono gran possesso Saracens che si guadagna un piazzato che Jackson non sbaglia.
Al minuto 13 c'è la prima meta dell'incontro, la segna Smith che con la sua velocità finalizza una buona superiorità al largo dei suoi. 10 a 6 Leicester.
Altra ottima azione 4 minuti più tardi: grandi mani di Jackson che libera Jaque Burger che fissa l'ultimo e libera il corridoio per la meta di Joubert, 11 a 10 Saracens.
Leicester si riprende il comando della partita col piazzato di Flood al 20esimo, ma è ancora il mediano di apertura neozelandese, all'ultimo partita da giocatore (farà l'arbitro), a portare il nuovo vantaggio Saracens e al 25esimo è 14 a 13.
L'involontario velo dell'arbitro Pearson, favorisce e non poco la volata di Youngs che plana in mezzo ai pali per il primo vantaggio importante per le tigri, 20 a 14 a fine primo tempo.
All'inizio del secondo tempo Castro è devastante in chiusa e regala a Flood il piazzato del 23 a 14; sembra l'allungo decisivo ma Saracens non molla e al minuto 49 una grande sventagliata al largo è finalizzato dalla seconda meta di Joubert ed è 21 a 23.
Leicester riallunga sul 26 a 21 sembre grazie a Flood ma Jackson gli risponde e riavvicina i suoi sul 26 a 24.
Si arriva così al minuto 77: fallo sciocco di Deacon e Jackson porta i suoi per la prima volta in vantaggio nel secondo tempo. Calcio di ripresa del gioco, Saracens clamorosamente a vuoto e palla che cade nelle sapienti mani di Hamilton che naviga un po' prima di servire l'accorrente a tutta velocità Hipkins, il centro anche della nazionale inglese rimbalza su un goffo tentativo di placcaggio al collo di Jackson, tutti si fermano ad aspettare il fischio, tutti tranne Hipkins che pesta sulle gambe e plana in meta e regala il titolo ai suoi compagni.
Dispiace un po', per com'è finita la partita, per Saracens ma Leicester non ha rubato niente ed ha confermato il suo blasone e la sua nomea di squadra che non molla mai; da segnalare anche l'ottima partita di Castro sia in chiusa sia nel gioco aperto.

mercoledì 2 giugno 2010

rugby break (XXXVIII) - Saturday's finals II

Seconda parte del Saturday's finals dedicato al Super 14, la massima competizione per province dell'emisfero sud che si appresta a diventare super 15 con l'arrivo dei Melbourne Rebels.
In finale, a Soweto, si son sfidati i mattatori delle ultime edizioni, i Bulls, contro dei ritrovati Stormers; l'inizio della compagine di Cape town non è dei migliori e, in 25 minuti, subiscono tre calci di Mornè Steyn e la gran meta di Francois Hougard che, bucata la prima linea di difesa, si fuma Joe Pietersen e plana in mezzo ai pali.
Stormers di rabbia alla mezzora, costringono i Bulls al fallo e Grant cancella lo zero dal punteggio per i suoi, ma è 16 a 3; i restanti 10 minuti scivolano via con le squadre che ricaricano le pile.
Al minuto 53 la partita sembra riaprirsi con la solita meta di rapina di Habana che fa la spia in mezzo alla superiorità Bulls, intercetta la palla e segna in mezzo ai pali.
Dal 60esimo la superiorità in chiusa della franchigia di Pretoria si fa disarmante, Stromers che cedono e Steyn che riallunga il divario e in 15 minuti porta i suoi sul 25 a 10.
Al minuto 77 si registra il sussulto Stormers con la meta di Francois Louw, ma ormai è tardi e i Bulls sono meritatamente campioni per la seconda volta consecutiva e per la terza volta in 4 anni.
Il torneo di quest'anno ha sentenziato, senza appelli, la superiorità, la concretezza e la fisicità del rugby sudafricano; un po' in difficoltà il rugby neozelandese che apparentemente sta pensando alla crescita dei propri giovani e qualche risultato lo si è visto perchè gente come Israel Dagg o Zac Guildford (entrambi dell'88) han dimostrato di essere già pronti per fare la differenza a qualsiasi livello. Spendo volentieri una parola per il rugby australiano che ha visto la consacrazione di talenti infiniti come Quade Cooper, Will Genia e anche perchè no Kurtley Beale.
Sarà ora il Tri Nations, preceduto dall'antipasto dei tour delle squadre europee nell'emisfero sud, a confermare o ribaltare i giudizi