Nel libro si trovano quindi descritti, oltre alle epiche imprese alpinistiche, anche le esplorazioni, i progetti (tra cui quelli museali) l'attività di agricoltore biologico e di parlamentare europeo, di un uomo che ha sempre perseguito e combattuto per i propri ideali anche a costo di crearsi antipatie o inimicizie.
Acquista il librodomenica 26 settembre 2010
Reinhold messner - La montagna a modo mio
E' di sicuro uno degli alpinisti più famosi di tutti i tempi, ma non è solo questo; Reinhold Messner, in questo lavoro, tenta di inquadrare i vari aspetti della propria personalità e della propria vita apparentemente diversissimi fra di loro ma accumunati da una quasi maniacale ricerca del limite per comprendere meglio la propria essenza.
mercoledì 22 settembre 2010
Marco Albino Ferrari - Freney 1961
Nel 1961 uno egli ultimi "problemi" alpinistici era l'inviolato pilastro del Freney nel gruppo del Monte Bianco. Quasi per caso nel luglio di quell'anno si ritrovano due cordate, una italiana guidata da Walter Bonatti e una francese, a tentare di raggiungere la cima.
A circa 100 metri dalla conclusione della fatica si scatena il finimondo: una tempesta bloccherà in parete i 7 alpinisti che, dopo 5 giorni di bivacco, tenteranno l'impossibile discesa, moriranno in 4.
Per gli appassionati del genere questo lavoro è un buon resoconto di quel tentativo e della conseguente tragedia.
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A circa 100 metri dalla conclusione della fatica si scatena il finimondo: una tempesta bloccherà in parete i 7 alpinisti che, dopo 5 giorni di bivacco, tenteranno l'impossibile discesa, moriranno in 4.
Per gli appassionati del genere questo lavoro è un buon resoconto di quel tentativo e della conseguente tragedia.
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domenica 19 settembre 2010
Rugby break (LVII) - Tri nations Top XV
Il Tri Nations 2010 si è concluso con il dominio pressochè incontrastato degli All Blacks capaci di vincere 6 partite su 6 di cui 3 col bonus di mete. Questo il mio personalissimo XV del torneo in attesa della quarta sfida tra Australia e All Blacks ad Honk Hong.
15 Mils Muliaina: è tornato ed è tornato forte, sicuro nelle prese aeree, ficcante in attacco e mai indeciso in difesa.
14 Cory Jane: a me piace tantissimo, è un estremo prestato all'ala e lo si vede, sempre in sostegno, ottimo attaccante e preciso nelle chiusure difensive (a parte il numero di Quade Cooper che con una finta lo ha lasciato là).
13 Conrad Smith: poesia all'outside centre, se sta bene è inarrestabile.
12 Matt Giteau: qui la scelta era difficile, però l'Australiano mi è piaciuto più di Nonu, soprattutto perchè ha il valore aggiunto del sapere cos'è il gioco tattico.
11 James O'Connor: non ha un gran fisico ma sa muoversi bene e in difesa non lesina impegno.
10 Dan Carter: se vuoi vedere uno che fa numeri in attacco scegli Quade Cooper ma se vuoi vincere le partite scegli Dan Carter.
9 Francois Houdgard: Genia non mi ha impessionato, Weepu e Cowan sanza infamia e sanza lode, l'unico con un po' di quel brio che serve per giocare mediano di mischia è Houdgard.
8 Kieran Read: la classe operaia va in paradiso. E' il meno rilevabile dei suoi ma se ti concentri su di lui in una partita ti accorgi che il suo working rate è veramente alto.
7 Richie McCaw: è facile essere forti se si ha il dono dell'ubiquità!
6 David Pocock: se lo merita eccome, se c'è un pallone da rubare puoi star certo che lui riesce a rubarlo, aiutato anche dalla conformazione fisica stile comodino.
5 Tom Donnely: cresce di partita in partita, ha buona tecnica individuale ed è positivo in touch.
4 Brad Thorn: se uno lo incontra per strada può pensare sia un cyborg, in realtà è uno che, una volta che ha sistemato la disciplina, è incontrastabile.
3 Gurthro Steenkamp: a sinistra non ha rivali ed è uno dei pochi a tener a galla la barca sudafricana.
2 John Smit: a conti fatti Mealamu è più forte di lui, ma John è il Capitano con la C maiuscola; è vero che Nonu lo ha seduto nell'azione che ha permesso ai Neozelandesi di vincere in terra sudafricana, ma lui resta il leader by example per eccellenza.
1 Owen Franks: nessuno eccelle a destra per cui do la maglia a chi non manca mai quantomeno per impegno
15 Mils Muliaina: è tornato ed è tornato forte, sicuro nelle prese aeree, ficcante in attacco e mai indeciso in difesa.
14 Cory Jane: a me piace tantissimo, è un estremo prestato all'ala e lo si vede, sempre in sostegno, ottimo attaccante e preciso nelle chiusure difensive (a parte il numero di Quade Cooper che con una finta lo ha lasciato là).
13 Conrad Smith: poesia all'outside centre, se sta bene è inarrestabile.
12 Matt Giteau: qui la scelta era difficile, però l'Australiano mi è piaciuto più di Nonu, soprattutto perchè ha il valore aggiunto del sapere cos'è il gioco tattico.
11 James O'Connor: non ha un gran fisico ma sa muoversi bene e in difesa non lesina impegno.
10 Dan Carter: se vuoi vedere uno che fa numeri in attacco scegli Quade Cooper ma se vuoi vincere le partite scegli Dan Carter.
9 Francois Houdgard: Genia non mi ha impessionato, Weepu e Cowan sanza infamia e sanza lode, l'unico con un po' di quel brio che serve per giocare mediano di mischia è Houdgard.
8 Kieran Read: la classe operaia va in paradiso. E' il meno rilevabile dei suoi ma se ti concentri su di lui in una partita ti accorgi che il suo working rate è veramente alto.
7 Richie McCaw: è facile essere forti se si ha il dono dell'ubiquità!
6 David Pocock: se lo merita eccome, se c'è un pallone da rubare puoi star certo che lui riesce a rubarlo, aiutato anche dalla conformazione fisica stile comodino.
5 Tom Donnely: cresce di partita in partita, ha buona tecnica individuale ed è positivo in touch.
4 Brad Thorn: se uno lo incontra per strada può pensare sia un cyborg, in realtà è uno che, una volta che ha sistemato la disciplina, è incontrastabile.
3 Gurthro Steenkamp: a sinistra non ha rivali ed è uno dei pochi a tener a galla la barca sudafricana.
2 John Smit: a conti fatti Mealamu è più forte di lui, ma John è il Capitano con la C maiuscola; è vero che Nonu lo ha seduto nell'azione che ha permesso ai Neozelandesi di vincere in terra sudafricana, ma lui resta il leader by example per eccellenza.
1 Owen Franks: nessuno eccelle a destra per cui do la maglia a chi non manca mai quantomeno per impegno
giovedì 16 settembre 2010
Col Rean
Sabato 11 settembre, grazie alla sveglia alle 5.40 alle 8.30 sono ad Alleghe; opportunamente consigliato da un'escursionista mi porto ai 1400m di Pian de Pezzè con la cabinovia e da qui comincio la mia fatica.
Il primo obiettivo è il lago del Coldai; la prima parte della salita è molto faticosa e adatta solo a gente con un po' di allenamento, l'ultima parte invece è su di una gola attraverso facili roccette ma che meritano un po' di attenzione.
Dopo 1h e 15 e aver superato 700m di dislivello, arrivo ai 2143m del paradisiaco lago del Coldai la cui visione merita decisamente una sosta.
Passato il quarto d'ora di ammirazione mi avvio verso il rifugio Tissi sotto i bastioni delle torri del gruppo della Civetta. La presenza di nevai ghiacciati e di qualche scarica di pietre costringono ad un supplemento di concentrazione ma niente di più. Al Tissi arrivo in 1h e 30 e subito dopo raggiungo i 2281m della cima del Col Rean a ragione considerata uno dei più bei posti panoramici delle Dolomiti.
Al termine della meritata sosta riparto con meta Casera Casamatta: fino alla forcella l'itinerario è agevole ma poi cominciano i 500m di dislivello in picchiata, mai pericolosi ma decisamente faticosi; fatica poi ben ricompensata dalla bellezza del luogo in cui sorge la casera recentemente ristrutturata.
Riparto dopo essermi goduto visione e panorama e in un'oretta sono a Masarè per poi chiudere il periplo con la camminata lungo il lago di Alleghe.
lunedì 13 settembre 2010
Rugby break (LVI) - Tri nations Australia-All Blacks
Sabato 3 settembre, Sydney ospita la chiusura del Tri Nations, ad affrontarsi sono l'Australia rinfrancata dal rinnovo contrattuale di Quade Cooper e gli All Blacks che tentano di finire imbattuti il torneo e di inanellare la quindicesima vittoria consecutiva in test match.
Apre le marcature il piazzato di Weepu al terzo minuto ma l'Australia sembra decisamente più in palla e riesce sempre a giocare in avanzamento e ad arrivare ad un passo dalla meta con Turner. Al settimo minuto Giteau centra i pali ed è pareggio.
Sussulto neozelandese al minuto 11: gran calcio a rientrare di Dagg che trova Muliaina fermato ad un metro dalla meta da Turner, c'è comunque il fallo e Weepu riporta avanti i suoi.
Apre le marcature il piazzato di Weepu al terzo minuto ma l'Australia sembra decisamente più in palla e riesce sempre a giocare in avanzamento e ad arrivare ad un passo dalla meta con Turner. Al settimo minuto Giteau centra i pali ed è pareggio.
Sussulto neozelandese al minuto 11: gran calcio a rientrare di Dagg che trova Muliaina fermato ad un metro dalla meta da Turner, c'è comunque il fallo e Weepu riporta avanti i suoi.
Passo di poco il quarto d'ora e i padroni di casa vanno meritatamente in meta: ottima partenza da una mischia chiusa di McCalman (altro 88 interessantissimo) e semplice passaggio per O'Connor che arriva in meta indisturbato.
All Blacks a tratti molto in difficoltà sugli attacchi decisi australiani e al minuto 32 Giteau porta prima i suoi sul 11 a 6 poi, al 40esimo, sul 14 a 6 nonostante i 3 precedenti errori dalla piazzola.
Minuto 48, Neozelandesi in letargo ma ben esplorati dagli Aussie che recuperano palla e arrivano bene in meta con Ashley-Cooper, ed è 19 a 6.
La prima azione ospite del secondo tempo la si registra al 51esimo e son 3 punti sempre di Weepu, a cui risponde dopo poco il piazzato di Beale; si entra nell'ultimo quarto sul 22 a 9 per i padroni di casa.
A 13 dalla fine gli All Blacks improvvisamente si svegliano, guadagnano una mischia ai 5 d cui parte Read, O'Connor sbaglia la difesa e McCaw arriva intoccato in meta; 22 a 16.
Furiosi i Neozelandesi che costruiscono azioni efficaci badando soprattutto al possesso e, a piccoli passi, arrivano in meta con Read, ed è sorpasso con la trasformazione di Weepu.
L'Australia getta via un'occasione importante per battere dei mai domi Neozelandesi, certo non è facile difendere ed attaccare sempre senza soste per 80 minuti così i Wallabies arrivano un po' corti e gli All Blacks ne approfittano per vincere l'ennesimo test, nonostante un mortifero cambio di tallonatore (Flynn non certo alla sua miglior partita) e l'esordio a 10 di Cruden che, pur non demeritando, pecca un po in sagacia tattica e nel gioco al piede.
All Blacks a tratti molto in difficoltà sugli attacchi decisi australiani e al minuto 32 Giteau porta prima i suoi sul 11 a 6 poi, al 40esimo, sul 14 a 6 nonostante i 3 precedenti errori dalla piazzola.
Minuto 48, Neozelandesi in letargo ma ben esplorati dagli Aussie che recuperano palla e arrivano bene in meta con Ashley-Cooper, ed è 19 a 6.
La prima azione ospite del secondo tempo la si registra al 51esimo e son 3 punti sempre di Weepu, a cui risponde dopo poco il piazzato di Beale; si entra nell'ultimo quarto sul 22 a 9 per i padroni di casa.
A 13 dalla fine gli All Blacks improvvisamente si svegliano, guadagnano una mischia ai 5 d cui parte Read, O'Connor sbaglia la difesa e McCaw arriva intoccato in meta; 22 a 16.
Furiosi i Neozelandesi che costruiscono azioni efficaci badando soprattutto al possesso e, a piccoli passi, arrivano in meta con Read, ed è sorpasso con la trasformazione di Weepu.
L'Australia getta via un'occasione importante per battere dei mai domi Neozelandesi, certo non è facile difendere ed attaccare sempre senza soste per 80 minuti così i Wallabies arrivano un po' corti e gli All Blacks ne approfittano per vincere l'ennesimo test, nonostante un mortifero cambio di tallonatore (Flynn non certo alla sua miglior partita) e l'esordio a 10 di Cruden che, pur non demeritando, pecca un po in sagacia tattica e nel gioco al piede.
Australia: 15 Kurtley Beale, 14 James O'Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Matt Giteau, 11 Lachie Turner, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Ben McCalman, 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom (c), 5 Nathan Sharpe, 4 Mark Chisholm, 3 Salesi Ma'afu, 2 Stephen Moore, 1 Benn Robinson.
Replacements: 16 Huia Edmonds, 17 James Slipper, 18 Dean Mumm, 19 Richard Brown, 20 Luke Burgess, 21 Berrick Barnes, 21 Anthony Fainga'a.New Zealand: 15 Mils Muliaina, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma'a Nonu, 11 Israel Dagg, 10 Aaron Cruden, 9 Piri Weepu, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Victor Vito, 5 Tom Donnelly, 4 Brad Thorn, 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Tony Woodcock.
Replacements: 16 Corey Flynn, 17 John Afoa, 18 Anthony Boric, 19 Jerome Kaino, 20 Jimmy Cowan, 21 Colin Slade, 22 Rene Ranger.
Referee: Mark Lawrence (South Africa)
Assistant referees: Jonathan Kaplan (South Africa), Christie du Preez (South Africa)
Replacements: 16 Corey Flynn, 17 John Afoa, 18 Anthony Boric, 19 Jerome Kaino, 20 Jimmy Cowan, 21 Colin Slade, 22 Rene Ranger.
Referee: Mark Lawrence (South Africa)
Assistant referees: Jonathan Kaplan (South Africa), Christie du Preez (South Africa)
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martedì 7 settembre 2010
Rugby break (LVI) - Tri Nations Springbocks- Australia
Bloefontein, 4 settembre, di nuovo una di fronte all'altra, dopo una settimana, Sud Africa e Australia entrambe alla ricerca di conferme.
Non passa neanche un minuto e gli ospiti sono già in vantaggio grazie al penalty di Giteau scaturito dall'ottimo placcaggio di Ashley-Cooper che costringe al tenuto Habana.
Gli Springbocks perseguono nel loro gioco fatto di percussioni continue e guadagnano, al minuto 5, il calcio che Mornè Steyn traduce in punti.
Tre minuti dopo si ammirano le belle mani australiane prima con la sventagliata e poi col due contro uno di O'Connor che libera Beale per la meta del 3-10.
Prima del quarto d'ora Australia ancora in meta: incomprensione in touch sudafricana, l'Australia recupera e apre subito al largo, ottimo inside step di O'Connor che arriva in meta intoccato, 3-17.
Gli springbocks provano a reagire mettendo in loop il loro gioco fatto di penetrazioni che esaltano la fisicità e guadagnano il penalty del 6-17.
L'Australia non si fa irretire, pigia forte sull'acceleratore e, con la complicità di pigre difese, arriva ancora in meta con Moore, 6-24.
Aussie padroni del campo ma Sud Africa non pervenuta in difesa: imbarazzante buco di O'Connor che libera Elsom per la quarta meta di giornata; siamo al 24esimo e gli ospiti son già in bonus, 6-31.
E' solo la magia di Matfield che tiene a galla i suoi: la seconda linea esce bene da un raggruppamento, supera con un calcetto Beale e libera Fourie per la meta del 13 a 31 che sancisce anche la fine del primo tempo.
5 minuti del secondo tempo e Steenkamp è in meta per i suoi a coronamento del solito buon gioco di penetrazioni. L'Australia comincia a mollare un po' in difesa, i padroni di casa fanno breccia in maniera più evidente e guadagnano calci che Steyn, come al solito, trasforma in punti: è 23 a 31 al 49esimo.
Al 53esimo madornale errore di Beale che sbaglia un facile passaggio dopo una palla recuperata, ne nasce una mischia ordinata da cui Steyn e De Villiers trovano l'incrocio che libera il centro degli Stormers fino alla meta del 30 a 31.
Prima di entrare nell'ultimo quarto di gara Steyn trova la solita bombarda da metà campo e regala ai suoi il primo sorpasso.
Al 68esimo Fainga, appena entrato, si fa notare per un evitabilissimo spear tackle che gli costa il giallo (e che gli costerà anche due settimane di ban) e Steyn allunga ulteriormente sul 36 a 31.
A 10 dalla fine l'Australia si sveglia dal torpore e segna la meta con Mitchell ben servito dall'inside pass di Barnes ed è 36-38 dopo la trasfromazione di O'Connor.
Le emozioni non son finite: al 76esimo ennesimo calcio di Steyn che riporta i suoi sul 39-38 ma, ormai a tempo scaduto, gli Springbocks con la palla in mano si fanno pescare in fallo da Barnes all'altezza della metà campo verso però la rimessa laterale, Beale si incarica del non facile tentativo e centra i pali dando così la vittoria ai suoi.
Partita a due volti: dominio imbarazzante dell'Australia nel primo tempo con il Sud Africa in balia degli attacchi degli avversari e totalmente incapace di produrre un gioco che non sia quello delle penetrazioni dei singoli; secondo tempo con la reazione dei padroni di casa che coincide però con il letargo degli Aussie che si fanno rimontare fino al sorpasso. Gli ultimi dieci minuti sono emozionanti dal punto di vista del punteggio e alla fine la spuntano gli ospiti con il gran calcio di Beale che riscatta così una prestazione caratterizzata più dai danni che dalle cose buone.
South Africa: 15 Francois Steyn, 14 JP Pietersen, 13 Jaque Fourie, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Morne Steyn, 9 Francois Hougaard, 8 Pierre Spies, 7 Juan Smith, 6 Schalk Burger, 5 Victor Matfield, 4 Danie Rossouw, 3 Jannie du Plessis, 2 John Smit (c), 1 Gurthro Steenkamp.
Replacements: 16 Chiliboy Ralepelle, 17 CJ van der Linde, 18 Flip van der Merwe, 19 Ryan Kankowski, 20 Ricky Januarie , 21 Juan de Jongh, 22 Gio Aplon.
Australia: 15 Kurtley Beale, 14 James O'Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Matt Giteau, 11 Drew Mitchell, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Ben McCalman, 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom (c), 5 Nathan Sharpe, 4 Mark Chisholm, 3 Salesi Ma'afu, 2 Stephen Moore, 1 Benn Robinson.
Replacements: 16 Saia Fainga'a, 17 James Slipper, 18 Dean Mumm, 19 Richard Brown, 20 Luke Burgess, 21 Berrick Barnes, 22 Anthony Fainga'a.
Referee: Wayne Barnes (England)
Non passa neanche un minuto e gli ospiti sono già in vantaggio grazie al penalty di Giteau scaturito dall'ottimo placcaggio di Ashley-Cooper che costringe al tenuto Habana.
Gli Springbocks perseguono nel loro gioco fatto di percussioni continue e guadagnano, al minuto 5, il calcio che Mornè Steyn traduce in punti.
Tre minuti dopo si ammirano le belle mani australiane prima con la sventagliata e poi col due contro uno di O'Connor che libera Beale per la meta del 3-10.
Prima del quarto d'ora Australia ancora in meta: incomprensione in touch sudafricana, l'Australia recupera e apre subito al largo, ottimo inside step di O'Connor che arriva in meta intoccato, 3-17.
Gli springbocks provano a reagire mettendo in loop il loro gioco fatto di penetrazioni che esaltano la fisicità e guadagnano il penalty del 6-17.
L'Australia non si fa irretire, pigia forte sull'acceleratore e, con la complicità di pigre difese, arriva ancora in meta con Moore, 6-24.
Aussie padroni del campo ma Sud Africa non pervenuta in difesa: imbarazzante buco di O'Connor che libera Elsom per la quarta meta di giornata; siamo al 24esimo e gli ospiti son già in bonus, 6-31.
E' solo la magia di Matfield che tiene a galla i suoi: la seconda linea esce bene da un raggruppamento, supera con un calcetto Beale e libera Fourie per la meta del 13 a 31 che sancisce anche la fine del primo tempo.
5 minuti del secondo tempo e Steenkamp è in meta per i suoi a coronamento del solito buon gioco di penetrazioni. L'Australia comincia a mollare un po' in difesa, i padroni di casa fanno breccia in maniera più evidente e guadagnano calci che Steyn, come al solito, trasforma in punti: è 23 a 31 al 49esimo.
Al 53esimo madornale errore di Beale che sbaglia un facile passaggio dopo una palla recuperata, ne nasce una mischia ordinata da cui Steyn e De Villiers trovano l'incrocio che libera il centro degli Stormers fino alla meta del 30 a 31.
Prima di entrare nell'ultimo quarto di gara Steyn trova la solita bombarda da metà campo e regala ai suoi il primo sorpasso.
Al 68esimo Fainga, appena entrato, si fa notare per un evitabilissimo spear tackle che gli costa il giallo (e che gli costerà anche due settimane di ban) e Steyn allunga ulteriormente sul 36 a 31.
A 10 dalla fine l'Australia si sveglia dal torpore e segna la meta con Mitchell ben servito dall'inside pass di Barnes ed è 36-38 dopo la trasfromazione di O'Connor.
Le emozioni non son finite: al 76esimo ennesimo calcio di Steyn che riporta i suoi sul 39-38 ma, ormai a tempo scaduto, gli Springbocks con la palla in mano si fanno pescare in fallo da Barnes all'altezza della metà campo verso però la rimessa laterale, Beale si incarica del non facile tentativo e centra i pali dando così la vittoria ai suoi.
Partita a due volti: dominio imbarazzante dell'Australia nel primo tempo con il Sud Africa in balia degli attacchi degli avversari e totalmente incapace di produrre un gioco che non sia quello delle penetrazioni dei singoli; secondo tempo con la reazione dei padroni di casa che coincide però con il letargo degli Aussie che si fanno rimontare fino al sorpasso. Gli ultimi dieci minuti sono emozionanti dal punto di vista del punteggio e alla fine la spuntano gli ospiti con il gran calcio di Beale che riscatta così una prestazione caratterizzata più dai danni che dalle cose buone.
South Africa: 15 Francois Steyn, 14 JP Pietersen, 13 Jaque Fourie, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Morne Steyn, 9 Francois Hougaard, 8 Pierre Spies, 7 Juan Smith, 6 Schalk Burger, 5 Victor Matfield, 4 Danie Rossouw, 3 Jannie du Plessis, 2 John Smit (c), 1 Gurthro Steenkamp.
Replacements: 16 Chiliboy Ralepelle, 17 CJ van der Linde, 18 Flip van der Merwe, 19 Ryan Kankowski, 20 Ricky Januarie , 21 Juan de Jongh, 22 Gio Aplon.
Australia: 15 Kurtley Beale, 14 James O'Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Matt Giteau, 11 Drew Mitchell, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Ben McCalman, 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom (c), 5 Nathan Sharpe, 4 Mark Chisholm, 3 Salesi Ma'afu, 2 Stephen Moore, 1 Benn Robinson.
Replacements: 16 Saia Fainga'a, 17 James Slipper, 18 Dean Mumm, 19 Richard Brown, 20 Luke Burgess, 21 Berrick Barnes, 22 Anthony Fainga'a.
Referee: Wayne Barnes (England)
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domenica 5 settembre 2010
Rugby break (LV) - Magners league: Treviso, buona la prima
Sabato 4 settembre, stadio di Monigo, Treviso esordisce in Celtic league contro gli Scarlets e quasi contemporaneamente fanno la stessa cosa gli Aironi a Cork contro il Munster.
La partita è stata a due volti, nel primo tempo disarmante dominio dei Gallesi che passano un po' troppo facilmente al largo prima con l'apertura Rhys Priestland (23 anni) e poi due volte con l'ala George North (18 anni e un gran fisico!). Treviso resta aggrappata alla partita grazie al piede di un ottimo Tobias Botes e col drop di Burton ma è pur sempre 22 a 9 alla fine dei primi quaranta minuti.
Il secondo tempo è un crescendo trevisano alimentato anche dalla fantasia delle volate di Brendan Williams e dal calo degli ospiti; comunque gran merito al collettivo di Treviso che riesce a segnare 3 mete con Botes, Gallon e Benvenuti e a raggiungere il 34 a 28 finale grazie alla precisione dalla piazzola di Botes.
Nell'altra sfida gli Aironi impattano il primo tempo ma poi cedono alla distanza contro i ben più quotati avversari e alla fine è 33 a 17 per i padroni di casa.
La partita è stata a due volti, nel primo tempo disarmante dominio dei Gallesi che passano un po' troppo facilmente al largo prima con l'apertura Rhys Priestland (23 anni) e poi due volte con l'ala George North (18 anni e un gran fisico!). Treviso resta aggrappata alla partita grazie al piede di un ottimo Tobias Botes e col drop di Burton ma è pur sempre 22 a 9 alla fine dei primi quaranta minuti.
Il secondo tempo è un crescendo trevisano alimentato anche dalla fantasia delle volate di Brendan Williams e dal calo degli ospiti; comunque gran merito al collettivo di Treviso che riesce a segnare 3 mete con Botes, Gallon e Benvenuti e a raggiungere il 34 a 28 finale grazie alla precisione dalla piazzola di Botes.
Nell'altra sfida gli Aironi impattano il primo tempo ma poi cedono alla distanza contro i ben più quotati avversari e alla fine è 33 a 17 per i padroni di casa.
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giovedì 2 settembre 2010
John Krakauer - Dove gli uomini diventano eroi
Può un uomo rinunciare ad una carriera ben avviata nella principale lega professionistica di football americano ed al conseguente ingaggio da milioni di dollari per arruolarsi nell'esercito ed affrontare i rischi delle guerre in Iraq e Afghanistan?
La risposta affermativa ce la da l'autore di questo pregevole libro ripercorrendo la storia di Pat Tillman, dalla gioventù agli esordi nella NFL, dalla decisione di arruolarsi nei ranger alla prematura morte avvenuta per mano di fuoco amico in Afghanistan.
E' proprio quest'ultimo episodio e le conseguenze che ne son derivate a portare l'autore a scrivere questo libro con il fine di smascherare le menzogne messe in piedi dall'esercito ed avvalorate dai politicanti delle alte sfere per nascondere in primis alla famiglia e all'opinione pubblica quella realtà dei fatti che avrebbe potuto minare la reputazione dei militari e sgonfiare la credibilità nei confronti di un impegno bellico troppe volte ingiustificato.
La risposta affermativa ce la da l'autore di questo pregevole libro ripercorrendo la storia di Pat Tillman, dalla gioventù agli esordi nella NFL, dalla decisione di arruolarsi nei ranger alla prematura morte avvenuta per mano di fuoco amico in Afghanistan.
E' proprio quest'ultimo episodio e le conseguenze che ne son derivate a portare l'autore a scrivere questo libro con il fine di smascherare le menzogne messe in piedi dall'esercito ed avvalorate dai politicanti delle alte sfere per nascondere in primis alla famiglia e all'opinione pubblica quella realtà dei fatti che avrebbe potuto minare la reputazione dei militari e sgonfiare la credibilità nei confronti di un impegno bellico troppe volte ingiustificato.
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